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GRANFONDO INTERNAZIONALE GAVIA E MORTIROLO, IL VIAGGIO NELLA LEGGENDA DEL CICLISMO

Se sognate di pedalare in un affresco naturale, ripercorrendo quelle salite che hanno scritto le pagine epiche del ciclismo, allora segnatevi questa data: 28 giugno 2020.

Tra le guglie leggendarie della Valtellina , nell'ultimo fine settimana del sesto mese dell'anno (ciak alle 7.30 da corso Roma), andrà in scena la sedicesima edizione della Granfondo Internazionale Gavia e Mortirolo, per storia, fascino e bellezza una delle rassegne ciclistiche più spettacolari del calendario amatoriale.

La corsa di Aprica, penultima tappa ufficiale dell'InBici Top Challenge 2020, è organizzata dal Gs Alpi di Vittorio Mevio che, da inguaribile appassionato di ciclismo, ha voluto così rendere omaggio a due autentici santuari dello moderno.

Le salite del Gavia e del Mortirolo sono state, infatti, negli anni il teatro naturale delle più emozionanti imprese del ciclismo mondiale, diventando per questo dei luoghi leggendari intrisi di fascino, aneddoti e magia.

Quest'anno, per altro, la Granfondo Internazionale Gavia e Mortirolo ricalcherà, per gran parte, il percorso originario della 16ª tappa del Giro d’Italia 2019 (la Lovere - Ponte di Legno), con il Gavia e il Mortirolo da affrontare insieme alla salita del Santa Cristina. E dunque, l'ambasciatore di questa manifestazione non poteva essere che un grande ex professionista che, proprio al Giro d'Italia, ha costruito la sua magica carriera: Damiano Cunego. Il "Piccolo Principe", infatti, parteciperà attivamente alla "tre giorni di Aprica" con incontri, pedalate non competitive e momenti ricreativi.

Tre i percorsi proposti da questa sedicesima edizione: la Granfondo di oltre 160 chilometri, il percorso medio di 140 ed il percorso corto di 80. Da quest'anno, fra l'altro, la corsa sarà riservata anche alle biciclette a pedalata assistita per dare veramente a tutti - anche a chi non avrebbe "la gamba" - la possibilità di pedalare nel cuore della storia del ciclismo.

Due, come detto, i punti nevralgici della corsa: il Passo del Gavia, inserito nelle tappe del Giro d'Italia 14 volte benché - a causa delle ricorrenti condizioni meteo sfavorevoli - più di una volta il passaggio sia stato annullato. Ed il Passo del Mortirolo, considerato la Mecca degli scalatori e diventato celebre per le tante imprese entrate nella leggenda del ciclismo: si ricorda in particolare la fuga solitaria di un giovane Marco Pantani nel 1994 che, dopo il Passo dello Stelvio, lasciò sul passo Indurain, Berzin e Chiappucci. Dal 2017 la salita è stata intitolata a Michele Scarponi.